martedì 25 febbraio 2025

ANNOTAZIONE SULL'ESITO DELLE ELEZIONI TEDESCHE 2025

Scusandomi del disturbo mi auguro sia consentita un'ulteriore annotazione al riguardo dell'esito delle elezioni legislative svolte in Germania domenica 23 febbraio 2025. Molti autorevoli commentatori oggi si soffermano sulla dislocazione geografica del voto: nell'antica BDR prevalgono i partiti tradizionali mentre nella ex-DDR si registra una massiccia, ai limiti del plebiscitario almeno per l'omogeneità di espressione, affermazione dell'estrema destra di AFD. Questo risultato viene attribuito a prevalenti ragioni di carattere economico con i settori sociali in maggiore difficoltà (da questo punto di vista esemplare una tabella pubblicata dal "Manifesto") che cercano tutela a destra principalmente per difendersi dall'assalto dell'emigrazione: il gran numero di migranti (nel 2022 la Germania ha ospitato oltre un milione di profughi afgani e nell'anno successivo più o meno egual numero di rifugiati ucraini: dieci volte tanto i numeri della migrazione per anno in Italia) sottrarrebbe lavoro e sussidi agli autoctoni che, ad Est, risultavano già sfavoriti dalle posizioni di partenza date al momento della riunificazione. Questi dati suggeriscono un filo di ragionamento che non so se possa essere considerato accettabile e che comunque mi permetto di esprimere. La sinistra tedesca come gran parte di quella europea muta pelle a cavallo della fine del secolo scorso e dell'inizio del presente accettando (sulla scorta del new-labour di Tony Blair) il liberismo abbandonando la tutela di quelli che erano definiti "garantiti" (la classe operaia delle grandi concentrazioni industriali; il pubblico impiego) abbandonando indispensabili strumenti di difesa delle condizioni materiali di vita e di lavoro e tuffandosi nel mare magnum della globalizzazione. In Italia questo elemento era già stato anticipato fin dagli anni'80 emblematizzandolo nella vicenda dell'abbattimento della scala mobile. Nel prosieguo del tempo si è lasciata enfatizzare la paura dei migranti e si è abbandonata la tutela dei lavoratori: la questione della scala mobile a mio avviso è stata decisiva per arrivare strada facendo fino al job act di cui, attraverso i referendum promossi dalla CGIL, si sta tentando di cancellare i provvedimenti più perversi. Rovesciare il paradigma cercando di far capire che la difesa (e l'acquisizione) di diritti per i lavoratori coincide con una prospettiva di integrazione dei migranti può rappresentare la base per una ripresa politica come ha dimostrato l'affermazione della Linke e la sconfitta della BSW che aveva cavalcato l'onda di una chiusura anti-storica. Così si potrebbe trarre un'indicazione per la residua sinistra italiana (ovviamente le cose sono molto più complicate se pensiamo ai temi pace/guerra, situazione internazionale, effetti dell'innovazione tecnologica, questione ambientale, differenza di genere, concetto di "limite" ecc, ecc) : tentare l'intreccio tra l'antica contraddizione principale e le nuove contraddizioni un tempo definite post-materialiste dovrebbe rappresentare il punto di partenza per una nuova identità e capacità di lotta a sinistra. Emerge a questo punto il tema della soggettività ma sarebbe un discorso troppo lungo per poter essere svolto adesso in una forma appena sufficientemente compiuta. Grazie per l'attenzione Franco Astengo

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