domenica 2 luglio 2023

LA REPRESSIONE SENZA TABU'

 

LA REPRESSIONE SENZA TABÙ' di Franco Astengo

“La tirannia deve esistere

ma non per questo il tiranno merita scuse”

(John Milton “The lost paradise” XII vv 95 – 96)

Come si può definire una democrazia come quella francese strutturata in una forma del tutto sbilanciata verso il "governo" in luogo della "rappresentanza" e nella quale un Presidente eletto direttamente proclama una "repressione senza tabù" verso moti di popolo alimentati da disuguaglianze soffocanti, imperante razzismo, periferie abbandonate a un degrado economico,morale, culturale, politica esercitata attraverso vuoti populismi?

La migliore definizione di tirannide,da ritenersi facilmente valida anche per l’attualità si trova nella “Repubblica” di Platone:

“La tirannide nasce da una trasformazione della democrazia . La transizione della democrazia in tirannide è dovuta, come nel caso dell'oligarchia, proprio al bene dominante che è perseguito in quel regime".

L'esito della democrazia è, per Platone, la violenza della tirannide, perché la democrazia stessa non si fonda su nessuna forma e idea comune, ma privatizza a un tempo la ragione pratica e la ragione teoretica, riconducendola interamente agli arbitrii individuali. In una simile prospettiva, la tesi platonica potrebbe essere resa più comprensibile al lettore contemporaneo in questi termini: la tirannide è l’esito di un processo di privatizzazione radicale del potere che s’innesca quando i regimi democratici non sanno o non vogliono mantenere una regola pubblica e comune.

Oggi in un quadro generale di arretramento complessivo delle forme di democrazia liberale la guida delle grandi potenze è sempre più facilmente affidata a una spiccata dimensione del potere personale.

Un potere personale improntato a forme giudicabili come di vera e propria tirannia pur suffragata da più o meno regolari plebisciti ( ed è questo il nodo del presidenzialismo/premierato italiano).

Il quadro generale è quello di una degenerazione complessiva delle forme di democrazia liberale

La dottrina cattolica distingue tra il “tiranno per usurpazione” (tyrannus in titula, cioè che ha preso il potere illegalmente) e il “tiranno per oppressione” (tyrannus in regimine, cioè che abusa del potere che ha ricevuto legalmente).

 In una società complessa, di capitalismo avanzato, si pensava a una "spersonalizzazione" del potere, invece ci troviamo in una fase che potremmo davvero definire di "arretramento storico" Così non si può dimenticare il titolo maoista “Ribellarsi è giusto”.

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