mercoledì 5 maggio 2021

RIUNIONE PRESIDENZA ARS 5 MAGGIO 2021

 

Alle compagne e ai compagni della presidenza dell’ARS


Augurandomi di non essere giudicato troppo invadente e scusandomi per il disturbo, mi permetto inviarvi una breve nota di riflessione e commento al riguardo dell’andamento e dell’esito della riunione di Presidenza svoltasi questa mattina, 5 maggio 2021.

Prima di tutto mi pare di poter rilevare come ,almeno del corso dell’esperienza accumulata partecipando alle riunioni, sia cresciuta la tendenza a ricercare una dimensione di sintesi politica più ancora che di riferimento teorico: a mio giudizio si tratta di un fatto molto positivo perché così si contribuisce a definire e considerare valutazioni preziose e importanti molto utili nelle espressioni di confronto politico che capita di dover sostenere in varie sedi.

Questa tendenza alla sintesi si inquadra in un evidente situazione di vuoto che caratterizza la sinistra italiana: una tendenza di vuoto che contraddistingue le forze politiche e che si accompagna ad una indefinitezza di contenuti nella varie situazione di riflessione e/o di movimento che si stanno esprimendo in diverse situazioni e che incontrano una difficoltà ad esprimere forme di collegamento e di prospettiva di intervento visibile e unitario.

Ad esempio sul piano più direttamente politico – istituzionale: la differenziazione nella formulazione di voto sulla fiducia al governo Draghi che ha separato Articolo 1 da Sinistra Italiana non è stata seguita da una sufficiente apertura di confronto tra i due soggetti sul merito del seguito degli atti compiuti dal governo. In queste condizioni la tendenza diventa così quella di significare la diversità di posizione non come elemento comunque di apertura di un dibattito ma di negativa cristallizzazione di posizioni.

Sempre per sviluppare un esempio sul terreno della riflessione più specificatamente rivolta al campo della riflessione politico – culturale: il documento, inoltrato da Salvatore Biasco ,che è stato più volte citato nel corso della riunione , poneva diverse questioni di assoluta importanza, non ultima quella del “partito”, ma gli estensori non sono ancora riusciti a farne oggetto di una discussione pubblica adeguata al “valore” del testo.

Appare così oggettiva la necessità che trovino possibilità di incidenza esterna le espressioni di sintesi nell’analisi politica che si riescono a raggiungere in diverse sedi e della cui ricerca si ravvede una tensione crescente nel nostro caso.

Per queste ragioni mi permetto di ritenere che la riunione sullo stato organizzativo dell’associazione che dovrebbe svolgersi nella prossima settimana sia rivolta a due obiettivi: quella dell’estensione nella nostra capacità di costruire “massa critica” anche attraverso una crescita di adesioni sul territorio nazionale (pensando anche non solo ai singoli ma anche ad aggregazioni successive di gruppi di natura culturale e politica esistenti sul territorio e che stanno esprimendo, in linea con i tempi, nuove possibilità di espressione e iniziativa politica); quella delle forme di comunicazione dei livelli di sintesi che l’ARS può elaborare sui vari aspetti della vicenda politica e sociale e che debbono essere posti a confronto, in tempo reale, con i soggetti costituiti, sia politici sia di intermediazione sociale, e dell’opinione pubblica.

A questo proposito vanno portati immediatamente all’oggetto del dibattito pubblico (e il seminario dovrà rappresentare un momento di fondamentale passaggio nella costruzione di sintesi) i temi individuati che provo a riassumere:

1) il tema della politica internazionale deve comprendere l’analisi del rapporto tra la costruzione di una nuova “linea atlantica”posta in contrapposizione all’egemonia cinese, e il “piano Biden”. Il neo-keynesismo USA nuova bandiera della riapertura del ciclo atlantico con l’Europa prontamente allineata?

2) Per quel che riguarda il “caso italiano”: quale allineamento alla politica europea nel momento in cui il PNRR appare espressione del “vincolo esterno” da risolvere “all’interno”?

3) In queste condizioni potrà essere possibile impostare nella battaglia riguardante l’applicazione dello stesso PNRR un discorso di mutamento del modello economico e sociale rispetto alla prosecuzione / mutamento dello schema neo liberista? L’interrogativo sta del tutto dentro all’analisi della trasformazione capitalistica in atto e dovrebbe rappresentare il “cuore” di una possibile opposizione parlamentare, politica, sociale.

4) democrazia /tecnocrazia, slittamento a destra. Potrà risultare sufficiente una riaffermazione “costituzionale” oppure sarà necessaria un’iniziativa molto più ampia partendo,ad esempio, dalla costruzione di un movimento sulla legge elettorale proporzionale?

A mio modesto giudizio il dibattito nel seminario dovrebbe essere orientato attorno a interrogativi di questo tipo, non sfuggendo verso apparentemente più alti livelli di ricerca e soddisfacendo così a quella sempre più forte esigenza di sintesi politica che sta comparendo in diversi luoghi e sedi di questa frantumata ma non scomparsa sinistra.

Grazie per l’attenzione

Franco Astengo

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