giovedì 13 maggio 2021

GEOPOLITICA

 

Il richiamo ad una visione geopolitica fondata sul ritorno alla logica dei blocchi contrasta, in tutta evidenza, con la globalità delle contraddizioni emergenti: dal rapporto conflitti in atto /migrazioni; alla proprietà degli strumenti di innovazione tecnologica, scientifica, comunicativa; all’emergenza sanitaria; alla contesa per il possesso delle fonti energetiche e delle materie prime indispensabili per accelerare la “modernità” (in una visione ancora legata all’infinità delle forze progressive) fino alla crescita esponenziale del quadro di disuguaglianze che si sta verificando proprio a livello planetario.

Eppure non si intravvede una proposta di equilibrio multilaterale garantito da un concerto sovranazionale: gli USA ripropongono il ciclo atlantico e l’Europa, ristabilito il “limes” sull’Elba, si contrae sistemandosi su due livelli il principale dei quali si misura con il ritorno alla logica originaria dell’Occidente nella dimensione dei 6 della CECA per disputarsi, all’interno dell’asse Francia-Germania(Occidentale: si scrive di “unificazione non digerita”)- Italia il primato all’interno di quell’impero americano del quale si stanno di nuovo tracciando le mappe.

La traccia, per l’Italia, sembra quella di definire insieme il ritorno dello Stato e la presenza nella coalizione atlantica, mentre si formano nuovi schemi di alleanza politica cercando di tenere assieme vincolo interno ed esterno.

Se può essere possibile riassumere in questo modo l'agenda politica non sarà il caso di rifletterci meglio sulle nuove discriminanti che possono presentarsi strada facendo? Questo dal punto di vista di una sinistra che intenda costruirsi sul serio.

Franco Astengo


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