Alle compagne e ai compagni della Presidenza dell’ARS
Scusandomi per il disturbo provo a schematizzare alcune idee in previsione della presidenza del prossimo 18 marzo.
Un appuntamento che, considerata la situazione politica in atto, assume importanza se intendiamo collegarlo ad una ipotesi di recupero/ricostruzione di soggettività della sinistra italiana.
Ritengo (forse in maniera del tutto arbitraria) che la discussione dovrebbe essenzialmente incentrarsi su alcuni punti. Si tratta,infatti, di analizzare:
L'assetto costruito dal Governo Draghi si trasforma in stabile. Larga convergenza al centro delle principali forze politiche; taglio delle "ali" a destra come a sinistra che possono anche crescere elettoralmente ma sono fuori dal gioco del governo non disponendo di un sistema di alleanza (in questo caso si va al 2023 mentre rimane l'incognita della legge elettorale). Fondamento di questo assetto l' intreccio autonomia tecnocratica e autonomia politica con evidente egemonia della "tecnocrazia" (linea di fondo quel "determinismo scientifico" di cui scrive oggi Vincenzo Vita sul "Manifesto") sotto l'ombrello di un'Europa che si approccia, tramite l'emergenza sanitaria, a una fase di elargizione di spesa in un quadro di(come è stato definito) "neo- keynesismo liberale" e degli USA che puntano a riprendere un "ciclo atlantico" dopo che superata la fase del "gendarme del mondo" si sta riaffacciando, sia pure in termini nuovi, un bipolarismo globale;
All'interno dell'attuale quadro di governo maturano, invece, le condizioni per riproporre un sistema di coalizioni che si fronteggiano nell'idea dell'alternanza (con le elezioni fissate subito dopo l'elezione del Presidente della Repubblica) modificando la legge elettorale in senso maggioritario. Il cappello "tecnocratico/europeista/atlantico" rimarrà comunque come egida per qualsiasi formula politica perché si tratta della sola condizione per accedere al meccanismo dell'alternanza. In questa seconda ipotesi si pone il tema dell organicità dell' alleanza PD - 5 stelle e del ruolo della sinistra. Tanto più che il PD sembrerebbe in caduta, ma in questi casi ormai tutto sembra dipendere dalla determinazione di leadership.
Mi pare questo il possibile ordine del giorno della riunione e la definizione del nostro ruolo. La presenza di personalità direttamente impegnate sul campo come Cuperlo e Fratoianni (limiterei così le presenze esterne) non può che assumere così un significato di informazione, confronto, conoscenza anche rispetto alla stessa stringente attualità di fase e non certo di delimitazione di un campo preciso di riferimento.
Si tratterebbe di presenze sicuramente utili per un dibattito che però deve svilupparsi prima di tutto nella logica politico – culturale portata avanti dall’associazione.
Scusatemi ancora se mi sono permesso.
Un caro saluto a tutte/i,buon lavoro, a presto
Franco Astengo
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