POTERE AL POPOLO: CONSULTAZIONE SULLE ELEZIONI EUROPEE 2019
di Franco Astengo
Questo testo è stato
inviato alla Redazione di Contropiano, alla mail di Potere al Popolo alle
compagne e ai compagni: Emidia Papi, Giorgio Cremaschi, Mauro Casadio, Franco
Russo, Francesco Piccioni, Sergio Cararo per ragioni di conoscenza personale e
scusandomi con loro per il disturbo, pregandoli se possibile di far conoscere
il testo al gruppo dirigente di “Potere al Popolo”
Care compagne e cari compagni,
Non sono iscritto alla piattaforma e non ho intenzione di
farlo ma mi permetto il lusso di intervenire per esprimere per esprimere,
invece, un forte sostegno all’opzione che, nel merito della presentazione,
prevede una proposta aperta ad altre forze proponendo –insieme – una riaggregazione
non meramente elettoralistica basata su di un chiaro programma alternativo sul
terreno dei trattati europei e delle dinamiche sociali e politiche imposte dai
soggetti dominanti, compreso naturalmente il movimento 5 stelle.
La proposta di un programma alternativo deve però contenere
una chiara critica al nazionalismo riprendendo i temi di un internazionalismo
dai tratti aggiornati al modificarsi in atto della situazione geo – politica in
Europa e nel mondo e dell’allargarsi, nel concreto, del peso della
contraddizione di classe ben oltre i termini “classici” delle disuguaglianze
sociali, ma arrivando a schiacciare nel dominio la stessa relazione determinata
tra struttura e sovrastruttura.
La grande campagna deve essere lanciata, a livello internazionale
e nazionale, per raccogliere un significativo allargamento di forze proprio
nell’idea di fornire sintesi politica ai ceti che soffrono direttamente il già
citato allargamento delle contraddizioni sociali evitando arroccamenti
identitari e proponendo anche nuovi livelli di aggregazione politica con la
riapertura di un dibattito sul tema del partito comunista oggi.
E’ necessario non aver paura della “politica”.
Pronunciandomi in
questo modo supero così le forti perplessità che pone il metodo della consultazione
online, che s’intende svolgere addirittura stabilendo un “quorum” che renderebbe
la decisione dal web vincolante per gli organi dirigenti nazionali. Un metodo
che, a mio giudizio, corrisponde a quelli che si stanno tentando di mettere in
atto da parte della maggioranza di governo per svuotare il ruolo del
Parlamento.
I membri del coordinamento nazionale peraltro anch’essi
eletti attraverso una consultazione online (altro motivo di forte
perplessità):in questo modo Potere al Popolo, rifugiandosi in queste
metodologie consultive “miste” pare rinunciare a una seria riflessione sulla
“forma – partito” come invece sarebbe necessario per i comunisti. E scrivo
questa cosa nell’anniversario del secolo trascorso dall’efferato assassinio di
Rosa Luxemburg.
Non era però questo l’oggetto del mio intervento e accantono
l’argomento per entrare nel merito.
Ho già espresso, del resto, un’altra mia forte perplessità
circa una presentazione autonoma alla scadenza elettorale europea da parte di
Potere al Popolo come momento di una “campagna politica di massa”: sotto quest’aspetto
non si può evitare una riflessione sul possibile contraccolpo derivante da un
risultato nuovamente insufficiente al fine di superare (gli iniqui) sbarramenti
posti a impedire un’effettiva pluralità nella presenza istituzionale.
Grazie per l’attenzione
”.
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