I DATI DI
UNIONCAMERE E LA CRISI DEL SAVONESE di Franco Astengo
Ancora una
volta i darti forniti da Unioncamere evidenziano la crisi strutturale della
Provincia di Savona.
Nella
programmazione di assunzioni per l’ultimo trimestre dell’anno se Genova e
Imperia fanno registrare una crescita rispetto all’analogo periodo dell’anno
scorso, La Spezia flette del 3,1% e
Savona addirittura del 7,6%.
Si
sottolinea, se mai ce ne fosse bisogno anche il persistere di una bassa qualità
dei principali profili lavorativi richiesti, almeno dal punto di vista
produttivo e di figure portatrici di innovazione, poiché in testa alla graduatoria
ci sono ancora una volta cuochi, camerieri e figure non qualificate per i
servizi di pulizia.
Le richieste
riguardano per i ¾ aziende inferiori ai 50 dipendenti, ed è questo un altro
dato da rimarcare.
Mentre si prolungano le richiesta di utilizzo
degli ammortizzatori sociali il contesto complessivo nel quale la situazione
savonese si colloca è quello per di più
delle forti difficoltà delle sole aziende rimaste a livello industriale : Piaggio
e Bombardier.
Una crisi
che sembra infinita al riguardo della quale la famosa dichiarazione di area
industriale di crisi complessa finora ha partorito dimostrazioni d’interesse
non particolarmente collegate all’idea di una ripresa di presenza dell’industria
produttiva.
Si reiterano
qui due richieste:
1) Una mobilitazione permanente da
parte di tutti i settori lavorativi allo scopo di dimostrare sostegno prima di
tutto a Piaggio e Bombardier, la cui permanenza diventa del tutto vitale per l’intero
territorio;
2) L’elaborazione di un piano
straordinario per il lavoro incentrato sull’idea della reindustrializzazione
delle aree nevralgiche della nostra provincia.
Ecco in
sintesi i dati forniti da Unioncamere attraverso il servizio del sistema
informativo Excelsior.
Su circa 956mila assunzioni
programmate dalle imprese a livello nazionale per il periodo ottobre – dicembre
2018 , in Liguria ne sono previste oltre 21mila (il 2,2% del totale Italia), di
cui a Genova 12.730 (+6,7%), a Imperia 2.620 (+13,9%), a Savona 3.180 (-7,6%) e
a La Spezia 2.830 (-3,1%). Rispetto allo stesso periodo del 2017, quando le
opportunità di lavoro previste in Liguria erano 20.580, si registra una
crescita complessiva della domanda pari al 3,7%..
Nel trimestre in esame, il 76% delle
assunzioni programmate sarà assorbito dai servizi e, rispetto alla classe
dimensionale delle imprese, il 74% delle entrate riguarderà quelle con meno di
50 dipendenti.
Entrando nello specifico delle
principali figure professionali richieste dalle imprese liguri, al primo posto
figurano ancora cuochi e camerieri con 3.370 assunzioni previste (15,8% sul
totale), di cui la metà in provincia di Genova; seguono i commessi e altro
personale qualificato in negozi (8,9%) e gli addetti non qualificati nei
servizi di pulizia e alle persone (6,6%).
Nel savonese, l’ammontare
complessivo delle figure professionali richieste è di 3.180: le richieste
maggiori riguardano cuochi e camerieri, 700, poi personale non qualificato nei
servizi di pulizia, 320, a seguire i commessi, 260, e poi conduttori di mezzi
di trasporto operai specializzati nell’edilizia, e 190.
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