Per porre le basi della costruzione di una nuova soggettività dei comunisti e della sinistra d'alternativa, fondata sui tre elementi che continuiamo a ritenere fondativi di questo progetto: autonomia teorica e d'iniziativa, alternativa di società in termini anti-capitalistici e opposizione allo stato di cose presenti.
mercoledì 30 settembre 2026
SAVONA: LA PROGETTUALITA' DEL CAMBIAMENTO
SAVONA: LA PROGETTUALITÀ’ DEL CAMBIAMENTO di Franco Astengo
Martedì 29 settembre la Sala Rossa del Comune ha ospitato la presentazione del “Masterplan” del progettato parco urbano che dovrebbe estendersi dall’area degli ex-Orti Folconi fino a Piazza del Popolo scavalcando il Letimbro anche attraversa una nuova infrastruttura di collegamento.
Molto ci sarà ancora da discutere rispetto a dettagli importanti come i parcheggi e il nuovo Pala Eventi che dovrebbe completare l’area antistante la stazione ferroviaria così come l’edificio delle Opere sociali.
In questo momento però serve cercare di riflettere e di comprendere alcuni punti di carattere generale che vanno sottolineati:
1) Questo progetto, complesso ed ambizioso, si inserisce in un quadro generale di cambiamento della Città composto da diversi tasselli: abbiamo -appunto- pensato a richiamare a una “progettualità del cambiamento” che sembra essere l’elemento fondante dell’amministrazione eletta nel 2021e che sarà chiamata a chiedere la conferma nelle prossime elezioni della primavera del 2027;
2) Questa “progettualità del cambiamento” si deve inserire in un discorso complessivo di avvio di un processo che dall'egemonia del privato ha aperto un serio discorso di regia pubblica affermatosi in questi anni. Regia pubblica che dovrà essere rafforzata nel prosieguo. L'elemento di maggior valore di questo passaggio alla regia pubblica della ridefinizione dell'assetto urbanistico della Città (compreso il recupero dei contenitori storici) dovrà significare una nuova produzione di valore da parte del territorio .L'obiettivo deve essere quello di una Città per abitare e non di una città nella quale il patrimonio edilizio è indirizzato pressoché esaustivamente ad estrarre valore privato.
3) Il tema del parco urbano appare fondamentale in questa direzione: prima di tutto perché la sua realizzazione dovrebbe puntare a colmare la divisione della Città determinata dal torrente Letimbro. Si tratta di un antico obiettivo che risale anche in precedenza allo spostamento della stazione ferroviaria: ai tempi cioè di quando l’edilizio costruì la prima chiesetta gestita da Don Silvio Ravera in quella che poi sarebbe diventata via Maciocio e si aprì, in questo senso, un dialogo “anticipatore” tra il prete partigiano e il sindaco della Liberazione “Drin” Aglietto.
4) Così si modificherebbe l’assetto del centro cittadino (fermo al piano regolatore di Cortese e Galleano) del 1856 in una Città protesa a svincolarsi dalla servitù del traffico automobilistico (anche attraverso la progettazione di un diverso sistema di trasporto pubblico)
5) L’altro elemento fondamentale in questo quadro sarà rappresentato dall’apertura di Palazzo Santa Chiara (previsto per il 2027). Parco Urbano e Palazzo Santa Chiara dovrebbero consentire uno”sdoppiamento” del centro cittadino. Una parte riferita agli sbocchi urbanistici immediati del Parco da dedicare al commercio, agli uffici pubblici e privati, a sedi di lavoro agile mirando nel complesso a nuovi livelli di vivibilità urbana.
Il secondo riferimento per il centro cittadino sarà – appunto – rappresentato dall’apertura di Palazzo Santa Chiara che dovrebbe comportare la rivalutazione del centro-storico in funzione turistico-culturale. Le diverse destinazioni d’uso del Palazzo e i diversi riferimenti storici presenti nelle vicinanze avranno però bisogno di presenze strutturate e non vissute semplicemente attraverso iniziative episodiche.
6) Abbiamo presentato così alcune ipotesi di sviluppi nella convinzione che il completamento del processo di “de-industrializzazione” avviato da alcuni decenni non possa essere considerato una finalità ma un punto di partenza (qui mancano un sacco di altri elementi che in parte saranno affrontati nella variante del PUC) per un trasformazione “in divenire” cui tutta la Città nelle sue diverse componenti non solo politiche sarà chiamata a fornire un fattivo contributo.
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