Per porre le basi della costruzione di una nuova soggettività dei comunisti e della sinistra d'alternativa, fondata sui tre elementi che continuiamo a ritenere fondativi di questo progetto: autonomia teorica e d'iniziativa, alternativa di società in termini anti-capitalistici e opposizione allo stato di cose presenti.
mercoledì 19 agosto 2026
ANCORA UN RILANCIO PER L'IDEA PACIFISTA DI UN "SOCIALISMO DELLA FINITUDINE"
ANCORA UN RILANCIO PER L’IDEA PACIFISTA DI UN “SOCIALISMO DELLA FINITUDINE” di Franco Astengo
I bilanci ancora provvisori di questa torrida estate 2026 parlano di disastri economici, ambientali, sociali che riguardano tutta l’Europa. In aggiunta, ovviamente, il peso delle guerre che stanno circolando per il mondo: non soltanto quelle oggetto dell’attenzione quotidiana dei media ma tante altre sparse per ogni angolo del pianeta. Guerre che si accompagnano in molti casi a fenomeni di vero e proprio genocidio come sta avvenendo al popolo palestinese, purtroppo non isolato nella tragedia.
Tutto ciò avviene nella più completa indifferenza con le masse impegnate nelle distruttive vacanze “overtourism” , le forze politiche con occhi e orecchie attenti soltanto ai sondaggi pre-elettorali, i Governi impegnati a riaffermare reciproci nazionalismi che paiono rievocare il periodo precedente la Prima Guerra Mondiale.
Per questi motivi appare il caso di rilanciare l’idea del “socialismo della finitudine” accompagnando a questa definizione anche quella di “pacifista” : aggiunta ravvisabile come di estrema urgenza e attualità.
Un rilancio che si accompagna a una richiesta rivolta alle forze politiche italiane: è necessario che alcuni concetti contenuti nell’idea -appunto – del “socialismo della finitudine” facciano parte del bagaglio teorico ed anche direttamente programmatico della coalizione progressista che dovrà affrontare la scadenza elettorale prevista per il 2027 e che dovrebbe basarsi quale suo primo elemento di coesione sulla costruzione di un fronte costituzionale antifascista.
Entrando brevemente nel merito:
Siamo nel pieno di un processo di cambiamento che richiede uno sforzo di rielaborazione cui nessuna generazione è mai stata chiamata, a partire dalla prima rivoluzione industriale e dal sorgere del capitalismo e dall’organizzarsi della classe operaia nei sindacati e nei partiti di massa.
Ci troviamo di fronte a fenomeni di allargamento delle logiche e delle pratiche di sfruttamento. Uno sfruttamento che è insieme di quantità e di qualità al punto tale da farci riflettere sulla necessità di un rovesciamento di alcuni dei nostri tradizionali fondamenti d’analisi.
Oggi il ritorno della guerra come prospettiva globale, il riferimento a innovazioni tecnologiche in grado di mutare il quadro di riferimento sociale, l'emergere di tensioni "dittatoriali" sconvolgono l’assetto consolidato in un momento in cui si stava attraversando una forte difficoltà per quell’accelerazione nei meccanismi di scambio che abbiamo definito come “globalizzazione”.
I temi di fondo possono essere riassunti in tre punti:
1) La democrazia. Una questione sulla quale è necessario dimostrarsi estremamente chiari nelle nostre espressioni. Nel caso di elaborazione di una proposta politica socialista che contenga la consapevolezza della finitudine nelle possibilità umane appare prioritario affermare il principio dell’esercizio di una democrazia fondata sulla rappresentanza sociale. Una democrazia ancora basata sulla tripartizione dei poteri, sulla centralità delle assemblee elettive, sulla libertà della comunicazione . Occorrerà esprimere con una forte tensione a costruire livelli di riferimento sovranazionali utilizzando l’antica tensione internazionalista e la vocazione pacifista.
2) Il rapporto tra consumo del pianeta in termini complessivi di suolo e di risorse naturali e la stessa prospettiva di vivibilità del genere umano (l’elaborazione di un modello che potrebbe essere definito di una “società sobria”);
3) La necessità di una capacità cognitiva, in termini globali di formazione, informazione, capacità di trasmissione di notizie e cultura e quindi di educazione globale.
La coscienza della propria appartenenza e la volontà politica di determinare il cambiamento rimangono fattori insuperabili e necessari come motore di qualsivoglia iniziativa della trasformazione dello stato presente delle cose.
Attenzione però lo stato presente delle cose va cambiato sia nel senso della condizione oggettiva della nostra esistenza sia in quello dell'assunzione di una consapevolezza soggettiva del vivere con gli altri.
La coscienza della propria appartenenza deve così sfociare nella coscienza di un'umanità che richiede uguali diritti per tutte e per tutti.
La volontà politica del"soggetto" va impegnata nella ricerca di un socialismo possibile nella forma di un nuovo umanesimo.
Un umanesimo socialista posto "contro" il modello di quello realizzato e fallito ma anche oltre forme di socialdemocrazia incapaci di porsi anche soltanto nella semplice prospettiva del riformismo.
Il primo punto di programma così teoricamente impostato dovrebbe allora essere quello rappresentato dalla progettazione e da una programmazione di un gigantesco spostamento di risorse tale da modificare profondamente il meccanismo di accumulazione dominante: spostamento di risorse indispensabile per la costruzione di una “società della salvezza umana” socialista e pacifista.
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