Per porre le basi della costruzione di una nuova soggettività dei comunisti e della sinistra d'alternativa, fondata sui tre elementi che continuiamo a ritenere fondativi di questo progetto: autonomia teorica e d'iniziativa, alternativa di società in termini anti-capitalistici e opposizione allo stato di cose presenti.
giovedì 16 luglio 2026
INIZIATIVA SULLA LEGGE ELETTORALE 16 LUGLIO 2026
Cari compagni,
consentitemi di tornare sull’argomento della vicenda politica in corso a seguito della votazione alla Camera che ha respinto il famoso “emendamento delle preferenze” (definiamolo così in via sbrigativa anche se non esattamente di ciò si trattava).
E’ evidente che la reazione mostrata in Parlamento dagli esponenti del cosiddetto “campo largo” può essere considerata meramente propagandistica ( Gianfranco Pasquino descrive bene oggi lo “stato di cose in atto”) sviluppata in una certa misura cadendo anche nella trappola di un gioco perverso.
La questione delle cosiddette preferenze è servita come arma di distrazione di massa per allontanare l’attenzione dal “cuore” della vicenda legata all’accelerazione voluta dalla signora Presidente del Consiglio sul tema della formula elettorale: “cuore” che è stato votato ieri, premio di maggioranza (con listone bloccato) e indicazione del premier obbligatoria per le coalizioni e le liste eventualmente non apparentate.
Si tratta del discorso riguardante il premierato “per procura” sul quale non mi diffondo perché nei giorni scorsi ne abbiamo scritto in molti e nel dettaglio.
Fatto salvo il dato che appare difficile una mobilitazione di massa su di un tema che la segreteria del PD continua a sostenere non essere “centrale” mancando così ad un compito fondamentale di pedagogia politica cui dovrebbe assolvere, rimane il punto della battaglia parlamentare.
Mi permetto di ritenere che l’ARS dovrebbe in questo senso fornire un’indicazione al riguardo di uno sviluppo del confronto parlamentare che rifiuti “in toto” l’impostazione data dalla maggioranza (senza il retropensiero del “domani potrebbe toccare a noi”. Va evidenziato che in gioco si trova la costituzionalità complessiva della formula elettorale (non soltanto la costituzionalità di alcuni passaggi) e che proprio il tema costituzionale rappresenterà l’oggetto del contendere delle prossime elezioni che si terranno comunque nel 2027.
Elezioni in precedenza alle quali è prevedibile il verificarsi di passaggi molto delicati su di un versante o l’altro in questo quadro di bipolarismo “deficitario” presente nel sistema politico italiano (c’è da chiedersi se è il caso di confermarlo questo bipolarismo: lo spostamento a destra apparentemente indispensabile che sta tentando FdI potrebbe anche consigliare la promozione di un tentativo di disarticolazione del centrodestra attraverso una presentazione autonoma di un’area centrista moderata, ma questo è un discorso del tutto futuribile nel pensiero di far mancare il 42%).
Mi chiedo e vi chiedo se l’ARS non potrebbe intervenire con un documento nel testo del quale si chieda alle opposizioni un adeguato atteggiamento parlamentare all’altezza della gravità della situazione magari promuovendo l’ostruzionismo al momento del voto sul complesso della legge.
Grazie e scusatemi del disturbo
Franco Astengo
Caro Maurizio
consentimi di tornare sull’argomento della vicenda politica in corso a seguito della votazione alla Camera che ha respinto il famoso “emendamento delle preferenze” (definiamolo così in via sbrigativa anche se non esattamente di ciò si trattava).
E’ evidente che la reazione mostrata in Parlamento dagli esponenti del cosiddetto “campo largo” può essere considerata meramente propagandistica ( Gianfranco Pasquino descrive bene oggi lo “stato di cose in atto”) sviluppata in una certa misura cadendo anche nella trappola di un gioco perverso.
La questione delle cosiddette preferenze è servita come arma di distrazione di massa per allontanare l’attenzione dal “cuore” della vicenda legata all’accelerazione voluta dalla signora Presidente del Consiglio sul tema della formula elettorale: “cuore” che è stato votato ieri, premio di maggioranza (con listone bloccato) e indicazione del premier obbligatoria per le coalizioni e le liste eventualmente non apparentate.
Si tratta del discorso riguardante il premierato “per procura” sul quale non mi diffondo perché nei giorni scorsi ne abbiamo scritto in molti e nel dettaglio.
Mi chiedo e ti chiedo di aprire una forte battaglia politica in tutto il Paese:
1) Occorre far capire che la formula elettorale è la chiave di un sistema politico. Su questo punto va svolta una vera e propria funzione di pedagogia politica anche confutando la posizione della segretaria PD (mossa dall’ansia del retropensiero che potrebbe “toccare a noi”);
2) Sui temi già accennati (premio di maggioranza , listone bloccato, premierato di fatto) oltre alla possibile mobilitazione dal basso sarebbe utile pressare anche i gruppi parlamentari per un atteggiamento conseguente al momento del voto finale. Penso all’ostruzionismo;
3) Preparare la competizione elettorale politica definendola già una “contesa costituzionale” e non una semplice gara per assegnarsi la governabilità. In questo senso mi permetto di ritenere che un atteggiamento del genere rappresenterebbe la migliore esplicitazione del “fronte antifascista” la cui riuscita mi sta molto a cuore.
Scusami del disturbo e grazie per l’attenzione
Franco Astengo
Care compagne e cari compagni
Permettetemi di tornare sull’argomento della vicenda politica in corso a seguito della votazione alla Camera che ha respinto il famoso “emendamento delle preferenze” (definiamolo così in via sbrigativa anche se non esattamente di ciò si trattava).
E’ evidente che la reazione mostrata in Parlamento dagli esponenti del cosiddetto “campo largo” può essere considerata meramente propagandistica ( Gianfranco Pasquino descrive bene oggi lo “stato di cose in atto”) sviluppata in una certa misura cadendo anche nella trappola di un gioco perverso.
La questione delle cosiddette preferenze è servita come arma di distrazione di massa per allontanare l’attenzione dal “cuore” della vicenda legata all’accelerazione voluta dalla signora Presidente del Consiglio sul tema della formula elettorale: “cuore” che è stato votato ieri, premio di maggioranza (con listone bloccato) e indicazione del premier obbligatoria per le coalizioni e le liste eventualmente non apparentate.
Si tratta del discorso riguardante il premierato “per procura” sul quale non mi diffondo perché nei giorni scorsi ne abbiamo scritto in molti e nel dettaglio.
Sarebbe il caso di aprire una forte battaglia politica in tutto il Paese, fatto che non sta nelle nostre possibilità materiali.
Possiamo però fornire un contributo d’opinione, come è stato nel caso dell’appello lanciato nei giorni scorsi e raccolto da importanti soggetti di cultura politica presenti a livello nazionale.
In quel caso pur partendo da una realtà periferica come Savona si è riusciti a sviluppare una influenza reale non solo a livello di cultura politica.
Occorre far capire che la formula elettorale è la chiave di un sistema politico. Su questo punto va svolta una vera e propria funzione di pedagogia politica anche confutando la posizione della segretaria PD (mossa dall’ansia del retropensiero che potrebbe “toccare a noi”);
Sui temi già accennati (premio di maggioranza , listone bloccato, premierato di fatto) sarebbe utile pressare anche i gruppi parlamentari per un atteggiamento conseguente al momento del voto finale. Penso all’ostruzionismo;
Preparare la competizione elettorale politica definendola già una “contesa costituzionale” e non una semplice gara per assegnarsi la governabilità. In questo senso mi permetto di ritenere che un atteggiamento del genere rappresenterebbe la migliore esplicitazione del “fronte antifascista” la cui riuscita mi sta molto a cuore.
Scusami del disturbo e grazie per l’attenzione
Franco Astengo
L’ASSOCIAZIONE “IL ROSSO NON E’ IL NERO PROPONE ALLE FORZE PARLAMENTARE L’OSTRUZIONISMO AL MOMENTO DELLA VOTAZIONE FINALE SULLA MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE
Scusandoci preventivamente del disturbo torniamo sull’argomento della vicenda politica in corso a seguito della votazione alla Camera che ha respinto il famoso “emendamento delle preferenze” (definiamolo così in via sbrigativa anche se non esattamente di ciò si trattava).
E’ evidente che la reazione mostrata in Parlamento dagli esponenti del cosiddetto “campo largo” può essere considerata meramente propagandistica ( Gianfranco Pasquino descrive bene oggi lo “stato di cose in atto”) sviluppata in una certa misura cadendo anche nella trappola di un gioco perverso.
La questione delle cosiddette preferenze è servita come arma di distrazione di massa per allontanare l’attenzione dal “cuore” della vicenda legata all’accelerazione voluta dalla signora Presidente del Consiglio sul tema della formula elettorale: “cuore” che è stato votato ieri, premio di maggioranza (con listone bloccato) e indicazione del premier obbligatoria per le coalizioni e le liste eventualmente non apparentate.
Si tratta del discorso riguardante il premierato “per procura” sul quale non mi diffondo perché nei giorni scorsi ne abbiamo scritto in molti e nel dettaglio.
fornire un contributo d’opinione, come è stato nel caso dell’appello lanciato nei giorni scorsi e raccolto da importanti soggetti di cultura politica presenti a livello nazionale.
In quel caso pur partendo da una realtà periferica come Savona si è riusciti a sviluppare una influenza reale non solo a livello di cultura politica.
Occorre far capire che la formula elettorale è la chiave di un sistema politico. Su questo punto andrebbe svolta una vera e propria funzione di pedagogia politica.
Sui temi già accennati (premio di maggioranza , listone bloccato, premierato di fatto) sarebbe importante che i gruppi parlamentari tenessero un atteggiamento conseguente al momento del voto finale. Per questo motivo proponiamo l’esercizio dell’ostruzionismo.
Inoltre occorre riflettere sulla prossima competizione elettorale politica definendola già una “contesa costituzionale” e non una semplice gara per assegnarsi la governabilità. In questo senso mi permetto di ritenere che un atteggiamento del genere rappresenterebbe la migliore esplicitazione del “fronte antifascista” la cui riuscita mi sta molto a cuore.
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