venerdì 17 luglio 2026

ELEZIONI POLITICHE 2027: PROPOSTA/SUGGESTIONE

ELEZIONI POLITICHE 2027: PROPOSTA/SUGGESTIONE di Franco Astengo in via riservata quale eventuale punto di partenza per una discussione Considerato che ormai il clima è pienamente pre-elettorale indipendentemente dall’anticipo o meno dell’apertura delle urne tanto vale provare a riflettere sulle dinamiche concrete che l’opposizione dovrebbe mettere in moto per presentarsi efficacemente all’elettorato (che non sarà numerosissimo, su questo il pronostico appare facile e gli ultimi avvenimenti avranno sicuramente contribuito al realizzarsi di questa ipotesi). Nel cosiddetto “campo largo” è in corso una serrata discussione circa la possibilità di convergenza all’interno della coalizione di liste cosiddette “centriste” ( le pretendenti sarebbero circa una decina). Dato e non concesso che si vada al voto secondo i dettami della formula elettorale votata dalla Camera il 16 luglio dovrebbe essere aperta una riflessione più accurata rispetto alla possibile presenza di liste centriste nella coalizione di centro-sinistra. Aver fissato l’acquisizione del premio di maggioranza (70 seggi su lista bloccata) alla coalizione che supererà il 42% dei voti validi (al massimo un 25% del totale degli aventi diritto) ha significato per i proponenti scommettere su di un esito del voto sostanzialmente bipolare. Fatta salva la questione costituzionale (di cui ci si augura sarà chiamata ad occuparsi l’alta Corte in precedenza al voto) l’esito della consultazione potrebbe essere legato proprio alla possibilità di rottura dello schema bipolare. In sostanza potrebbe essere più utile all’opposizione una presenza autonoma delle liste centriste capaci di non far scattare la soglia del 42% (un lavoro di interdizione come fu quello svolto dalle liste di rottura del centrismo nelle elezioni del 1953, quelle della “legge truffa”). Sicuramente questa possibilità potrebbe rendere complessa la formazione del futuro governo (complessità legata anche ad eventuali operazione trasformistiche) ma potrebbe valer la pena di tentare una operazione del genere avendo in cambio il risultato di aver bloccato la destra in uno scenario che potrebbe anche significare l’acquisizione di un numero di seggi tale da porre un’ipoteca sulla futura Presidenza della Repubblica (la presidenza della Repubblica pare, infatti, l’obiettivo vero della destra italiana per diversi motivi). Inoltre una rottura del bipolarismo potrebbe anche consentire alle forze politiche di riuscire a caratterizzare meglio le diverse istanze programmatiche evidenziando il comune riferimento al perimetro costituzionale consentendo così ai rispettivi elettorati di esprimersi senza remore ma con piena convinzione (come è successo a sinistra in occasione del referendum) e senza “turarsi il naso” (anticamera dell’astensione).

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