Per porre le basi della costruzione di una nuova soggettività dei comunisti e della sinistra d'alternativa, fondata sui tre elementi che continuiamo a ritenere fondativi di questo progetto: autonomia teorica e d'iniziativa, alternativa di società in termini anti-capitalistici e opposizione allo stato di cose presenti.
mercoledì 1 ottobre 2025
ARS 1 OTTOBRE 2025
Care compagne e cari compagni,
mi rivolgo al gruppo dirigente dell'ARS allo scopo di rivolgere un invito perché si provveda a impostare una discussione coinvolgente anche le forze politiche di quello che potrebbe essere definito centro-sinistra.
Una discussione che mi pare urgente riguardante identità e dimensione dello schieramento di opposizione al governo.
1) Giudizio sulla situazione in atto e in divenire. Si tratta di un tema già enunciato da tempo ma - almeno a mio giudizio - non ancora affrontato in pieno. Il tutto (scusatemi la rozzezza) si riduce ad una domanda: " Il quadro complessivo che abbiamo di fronte presentato dall'attuale governo, sia in relazione alla situazione internazionale sia rispetto alla situazione interna appare -per così dire - "normale" e quindi da affrontare in termini di possibile alternanza in un disegno di "bipolarismo temperato" oppure ci si trova in una situazione di eccezionalità dove il combinato disposto tra natura e essenza del partito di maggioranza relativa e lo stridore delle contraddizioni in atto (in particolare il tema della guerra) rende necessario un livello straordinario di mobilitazione, prima sociale e indi politica, definendo con chiarezza i termini concreti di una alternativa e non di una semplice alternanza? (inutile nascondervi che la mia analisi personale propende per la seconda ipotesi ma le mie analisi personali non contano nulla);
2) L'attuale "Campo Largo" presenta un deficit strutturale di identità: non riesce ad essere l'Ulivo (cioè un soggetto che mostra una chiara dimensione di governo nel progetto, nella leadership, nella proposizione sociale) e neppure un Fronte Popolare (che parte da un'opposizione di forte antagonismo per costruire l'alternativa attraverso la mobilitazione sociale, come forse intenderebbe la CGIL: nessun richiamo beninteso al NFP francese che contiene in sè una dose notevole di quella che mi permetto di definire - anche qui tirando giù con l'accetta - "antipolitica")
3) Il tema dell'antipolitica è forse quello da affrontare prioritariamente anche perché comprende la vocazione a un certo movimentismo populista di sinistra con il quale è necessario fare i conti. Questo "Campo Largo" se lo trascina in una forma che impedisce da un lato ingressi di un certo tipo di elettorato (non necessariamente centrista, ma anche di una sinistra che ambirebbe a una certa qualità dell'iniziativa sul piano del progetto di governo e una certa "organicità" nella strutturazione politica) e dall'altra continua a cedere verso l'astensionismo proprio perché settori cresciuti all'ombra del "vaffa" non trovano più corresponsione (ci sono anche passaggi verso la destra, diversi da quelli "storici" di operai rivolti verso pulsioni identitarie principalmente anti-migranti).Ovviamente non vanno trascurati i residui di una fortemente negativi derivanti da stagione di governo retaggio dell'assunzione acritica del neo-liberismo del primo decennio del secolo. Per dirla ancora una volta in soldoni non serve riprendere eventuali eredità del governo Renzi: la presenza di forze diciamo così moderate (in realtà in Italia ci troviamo alle prese con forme di estremismo di centro) deve essere ben conglobate in un progetto ben diverso da quello neo-liberista;
4) Scusandomi ancora per la sbrigatezza dei giudizi mi permetto di suggerire un appuntamento dedicato proprio a qualità progettuale, forma politica ed anche prospettiva elettorale di uno schieramento di opposizione che dovrebbe crescere fino a diventare soggetto dell'alternativa.
Grazie per l'attenzione
Franco Astengo
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