mercoledì 11 settembre 2024

RIGASSIFICATORE: AGGIORNAMENTO PER LE RADICI E LE ALI

 

RIGASSIFICATORE A SAVONA-VADO: PRINCIPIO DI AUTORITÀ', SCAMBIO POLITICO, MANIPOLAZIONE DEL CONSENSO di Franco Astengo


Lo spostamento della nave-rigassificatore "Golar Tundra" dal porto di Piombino alla rada di Savona - Vado è stata al centro di una forte mobilitazione popolare animata dalle forze contrarie all'operazione e di un intenso dibattito politico che presumibilmente sarà ripreso nel corso della prossima campagna elettorale regionale.

Al di là dei giudizi di carattere tecnico proviamo ad analizzare un aspetto a nostro avviso fondamentale .

La vicenda, infatti, è di tipo squisitamente politico e merita di essere riflettuta in questo senso.

L'operazione ha fin qui suscitato grande contrasto tra la cittadinanza e le istituzioni savonesi verso la decisione del Presidente della Giunta Regionale; contrasto culminato nel 2023 nell'ormai famosa ferragostana "catena umana" di 16.000 persona schierate sulla costa da Albisola a Spotorno per dimostrare la contrarietà all'eventuale presenza dell'impianto in rada: iniziativa poi ripetuta anche nell'estate 2024.

Nel frattempo le vicende di commistione pubblico/privato ravvisate da indagini della magistratura hanno portato alle dimissioni del presidente della giunta regionale e alle elezioni regionali anticipate.

Così come questa vicenda si è fin qui svolta è il caso di entrare nel merito di alcuni punti di seguito riassunti molto schematicamente:

Sono apparsi in gioco tre fattori fondamentali sul piano dell' analisi politica: : principio di autorità, scambio politico, manipolazione del consenso.

Andando per ordine:

1) Principio di autorità. La decisione di spostamento da Piombino alla rada Savona - Vado nasce nel luglio 2023 da una dichiarazione dell'ex- presidente della giunta regionale ligure Toti in accordo con la società SNAM proprietaria dell'impianto che si occupa - a livello nazionale - della distribuzione del gas, tema quanto mai delicato in presenza del conflitto russo -ucraino. SNAM è società partecipata con la maggioranza delle azioni in mano a Cassa Depositi e Prestiti. L'ex- presidente della giunta regionale della Liguria aveva annunciato a suo tempo il trasferimento senza aprire preventivamente un confronto istituzionale, né in seno al Consiglio Regionale, né nelle occasioni di confronto con le istituzioni locali limitandosi ad informative senza contraddittorio attraverso i tecnici. Così è andato in causa il principio di autorità derivante dal meccanismo dell'elezione diretta che evidentemente sollecita comportamenti di questo tipo. Questo elemento sollecita una riflessione di fondo proprio sul tema dell'elezione diretta a cariche monocratiche (tanto è vero che la -sbagliata - vulgata corrente ha trasformato la carica da presidente della giunta regionale a quella di Governatore che non esiste nella legislazione vigente: si tratta di una pericolosa deformazione giornalistica). Nello stesso tempo la discussione andrebbe aperta sul vero e proprio fallimento dell'istituto regionale a proposito della vera missione legiferante e di coordinamento legislativo affidate, a suo tempo, rispettivamente al Consiglio Regionale e alla Giunta e ormai del tutto disattese essendosi l'Ente trasformato quasi esclusivamente in soggetto di spesa e di nomine con al centro della sua attività la trasformazione della sanità pubblica in privata;

2) Scambio politico. L'occasione della vicenda della nave-rigassificatrice appare emblematica sotto questo punto di vista. Lo scambio politico è avvenuto in due direzioni: verso l'alto a causa della sollecitazione del Governo Centrale verso quello periferico Regionale per "aggiustare" una situazione specifica, quella di Piombino, che presentava problemi a causa dell'opposizione del Comune Toscano guidato da un Sindaco appartenente allo stesso partito della Presidente del Consiglio; verso il basso nel rapporto stabilito tra l'ex- Presidente della Giunta Regionale della Liguria e l'allora Signora Sindaco di Vado Ligure (tagliando fuori tra l'altro Savona e Quiliano comuni più direttamente interessati rispetto alla stessa Vado Ligure). Tralasciando il dato della comune appartenenza politica fra il Presidente della Giunta Regionale e l'allora Signora Sindaco di Vado Ligure ( all'epoca da poco transitata in quella direzione) lo scambio ha assunto dimensioni evidenti allorquando, annunciata l'operazione senza contraddittorio, la Signora Sindaco di Vado Ligure ha rassegnato le dimissioni per assumere un importante incarico di nomina proprio da parte dell'amministrazione regionale;

3) Manipolazione del consenso. Di fronte a una crescente opposizione al progetto, opposizione che, fra l'altro, ha avuto come riferimento le istituzioni locali di tutti i Comuni interessati in contrapposizione con l'amministrazione provinciale (guidata da un presidente legato politicamente allo stesso ex- Presidente della Giunta Regionale) l'ex-presidente della giunta regionale ha sviluppato un tentativo di frapporre alla posizione assunta dalle istituzioni locali (verso le quali lo stesso ex- Presidente della giunta regionale aveva assunto, in passato, atteggiamenti giudicabili non particolarmente corretti) una presunta "volontà popolare" legata a una idea astratta di "interesse generale" riferita genericamente al campo energetico.

In questo caso la considerazione riguarda l'idea di un elettorato come massa indistinta dalla quale non può essere rilevata la complessità del manifestarsi delle opinioni politiche ma soltanto l'oggetto di una manipolazione attuata al di fuori dalla mediazione dei corpi intermedi in un quadro di sostanziale vocazione plebiscitaria.

Una situazione nella quale si sono intravvisti elementi di chiara difficoltà democratica cui sarebbe necessario rimediare con il voto del prossimo 27/28 ottobre aprendo anche una approfondita riflessione in termini di relazioni istituzionali e di rappresentatività politica.



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