L'accertata divisione tra PD, M5S e AVS circa la votazione parlamentare sul nuovo CdA RAI dimostra la sostanziale incapacità di questi soggetti di trovare un fondo comune di analisi al riguardo della situazione italiana ( e internazionale, se pensiamo alla diversità di posizioni nel Parlamento Europeo sui temi cruciali della pace e della guerra).
Intanto per vie diverse si dimostra una forte sensibilità sociale posta in luce dal successo delle diverse raccolte di firme referendarie (autonomia differenziata, job act, cittadinanza) che le forze politiche hanno appoggiato con schieramenti variegati e ondeggianti.
Si potrebbe sviluppare un'analisi sul tema: il paese reale più avanti delle forze politiche.
Intanto il quadro generale peggiora di giorno in giorno, aumentano i rischi di allargamento dei teatri di guerra, riaffiora il pericolo nucleare: in Italia, anche senza modifiche costituzionali, si restringono per via amministrativa i margini di esercizio democratico evidenziando, fin dalla scuola, elementi di pura e semplice repressione del dissenso.
Appare assolutamente necessaria la costruzione di un fronte unitario davanti alle possibili scadenze referendarie e appare altrettanto necessario costruire una sede di confronto perché un discorso di centro-sinistra (eviterei la dizione "campo largo") possa procedere proprio su quel terreno di fondo comune di analisi propedeutico alla costruzione di un programma dell'alleanza.
Mi rivolgo alle compagne e ai compagni dell'ARS non semplicemente perché si rifletta su questo stato di cose ma si individuino gli strumenti più idonei per agire nella direzione che, certo in maniera confusa, ho cercato di indicare.
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