NUMERI DALLA BASILICATA di Franco Astengo
Al di là della prevedibile conferma del presidente regionale uscente Vito Bardi meritano comunque un cenno di approfondimento le cifre elettorali sortite dal turno di elezioni regionali svoltosi in Basilicata il 21-22 aprile 2024.
Il primo dato che va segnalato è quello dell'ulteriore crescita della disaffezione al voto che non ha ancora trovato (pur tra qualche segnale di rallentamento) un suo punto di stabilizzazione come hanno dimostrato gli esiti di Sardegna e Abruzzo e adesso Basilicata.
Le elezioni regionali 2009 avevano fornito questo esito complessivo: su 573.970 aventi diritto i voti validi per i candidati presidenti erano stati 295. 564(51,49%) e quelli alle liste 289.330 (50,40%) .
Nelle elezioni politiche 2022 gli aventi diritto erano 446.685 (la differenza è dovuta agli iscritti all'estero), i voti validi avevano assommato a 244.425 (54,71%).
Nelle elezioni regionali 2024 il totale degli aventi diritto assommava a 567.939. I voti validi per i candidati presidenti (3) sono stati 270.336 (47, 59%) e i voti alle liste 261.463 (46,03%).
Complessivamente l'effettiva partecipazione al voto con il deposito dell'urna di una scheda valida è diminuita tra il 2019 e il 2024 del 3,90% per i candidati presidenti e del 4,16% per le liste circoscrizionali.
Tra il 2019 e il 2024 il voto ai candidati presidenti si è modificato in relazione al mutamento di quadro: mentre nel 2019 era presente una candidatura del M5S e una candidatura civica (Tramutoli) di una certa consistenza nel 2024 fuori dalle due alleanze, entrambe anomale, con Bardi sostenuto dalla destra e da un centro molto affollato la candidatura opposta (Marrese) era appoggiato da un nucleo molto ristretto formato da PDF,. M5S e AVS (oltre a 2 liste di riferimento). La terza candidatura, quella proposta da Volt ha raccolto 3.269 voti pari allo 0,57% sul totale degli aventi diritto.
Entrambi i maggiori candidati hanno raccolto, tra il 2019 e il 2024 un maggior numero di voti quale effetto nella semplificazione delle candidature, si tratta allora di cercare di verificare dove si sono orientati i votanti che l 2019 si era pronunciati per il presidente proposto dal M5S.
Quadro 2019: candidatura Bardi (centro-destra) 124.716 voti pari al 21,72% sul totale degli aventi diritto; candidatura Trerotola (centro - sinistra) 97.866 voti pari al 17,05% sul totale degli aventi diritto, candidatura Mattia (M5S) 60.070 voti pari al 10,46 sul totale degli aventi diritto; candidatura Tremutoli (civica) 12.912 voti pari al 2,24% sul totale degli aventi diritto. In totale al di fuori delle due candidature centro-sinistra e centro destra avevamo il 12,70% sul totale degli avanti diritto.
Quadro 2024: la candidatura Bardi sale a 153.088 voti pari al 26,95% sul totale degli aventi diritto (incremento percentuale effettivo: 5,23%), la candidatura Marrese rispetto a quella Trerotola sale a 113.979 voti pari al 20,06% (incremento effettivo del 3,01%). Sottratto lo 0,57% del candidato di Volt le percentuali effettive ( quelle calcolate sul totale degli aventi diritto) indicano come la candidatura Bardi sia risultata più attrattiva sulle elettrici e gli elettori che nel 2009 avevano votato i candidati 5S e civici almeno del 2,22%: ancora una volta si dimostra che l'elettorato 5 stelle quando è privato del suo riferimento autonomo si rivolge più facilmente alla destra, almeno per quel che riguarda quella parte che continua a recarsi alle urne.
Quanto al raffronto fra le liste la fortissima volatilità elettorale che aveva contraddistinto il periodo 2013-2022 ci induce ad una operazione non perfettamente corretta di comparazione tra i risultati delle politiche 2022 e delle regionali 2024.
Fratelli d'Italia mantiene la quota di voti in cifra assoluta: 2022 44.419, 2024 45.458. Quanto alle percentuali riferite al totale degli aventi diritto siamo nel 2022 al 9,94% e nel 2024 all'8,00, quindi a una flessione effettiva dell'1,94%.
Anche il PD mantiene grosso modo la propria quota di voti: 2022 37.171 2024 36.254. Quanto alle percentuali riferite al totale degli aventi diritto siamo nel 2022 all'8,32% nel 2024 al 6,38%, quindi a una flessione effettiva dell'1,94% esattamente alla pari di quella fatta accusare da Fdi.
Se ne possono dedurre due indicazioni:
1) lo schema bipolare che era stato indicato dalle elezioni sarde e abruzzesi non pare confermato in pieno;
2) la distanza tra i due maggiori partiti appare più ridotta di elezione in elezione rispetto a quanto costantemente indicato dai sondaggi sul piano nazionale (un distacco compreso in una forbice del 10%-8% a favore di Fdi).
Appare invece costante la debacle accusata dal M5S nelle occasioni di elezioni regionali e locali. Appare evidente come l'elettorato penta stellato soffre di una sorta di sindrome dell'alleanza e reclami l'autonomia del soggetto prescelto (probabilmente un lascito "forte" della stagione dell'antipolitica o anche dell'era del voto di scambio intorno al reddito di cittadinanza. Fatto sta che nelle politiche del 2022 il M5S aveva avuto in Basilicata 61.113 voti ( 13,68% sul totale degli aventi diritto); nelle regionali 2024 (sostenendo la candidatura Marrese assieme al PD) i voti sono scesi a 20.026, 6.20% sul totale degli aventi diritto con una flessione effettiva del 7,48%. Voti che potrebbero essere confluiti nella crescita dell'astensione e nelle liste civiche che nel caso della candidatura Marrese hanno assommato 36.711 voti pari al 6,46% del totale degli aventi diritto.
Sul versante del centro-sinistra più "classico" l'Alleanza Verdi - Sinistra si è presentata nelle regionali 2024 apparentata con il PSI e una lista derivante da "Possibile" con intestazione locale (La Basilicata Possibile) incrementando così il risultato delle politiche 2022 passando da 8.378 voti (1,87% sul totale degli aventi diritto) a 15.144 voti (2,66% sul totale degli aventi diritto) incremento effettivo dell'1,08% che segnala una tendenza generale al consolidamento del voto, considerati anche i dati di Sardegna e Abruzzo.
Sul fronte del centro destra si segnalava la presenza di Azione: rispetto alle elezioni politiche dove Azione si era presentata apparentata con Italia Viva ottenendo 23.685 voti ( 5,30% sul totale degli aventi diritto) nelle regionali 2024 Azione ha sommato 19.646 suffragi ( 3,45% sul totale degli aventi diritto, una percentuale che indica come nel complesso si sia mantenuta una rappresentanza dell'area centrista di provenienza PD anche se si è verificato uno spostamento a destra).
Il centro-destra ha mantenuto anche in Basilicata la sua fisionomia classica fondata sulla struttura dei partiti: Forza Italia ha mantenuto la supremazia sulla Lega riconquistata nel 2022 dopo l'exploit leghista del 2019 (regionali ed europee).
Anzi Forza Italia ha allargato la distanza: nel 2022 Forza Italia ha avuto 22.881 voti saliti nel 2024 a 34.018 ( da 5,12% a 5,98% incremento effettivo 0.86%) mentre la Lega è passata da 21.904 voti a 20.430 ( da 4,90% a 3,59% con una penalizzazione effettiva dell'1,31%.
In conclusione di questo trittico di elezioni regionali (Sardegna, Abruzzo, Basilicata) è difficile trarre indicazioni utili in vista di una elezione generale come quella europea.
Queste le considerazioni possibili dopo un'analisi dei dati molto sbrigativa:
1) Prima di tutto occorre ricordare come l'astensionismo continui a crescere.
2) In secondo luogo la tendenza bipolare tra FdI e PD non appare del tutto solidificata e appaiono elementi statistici che ci fanno affermare come i due maggiori partiti stentino ad affermarsi in una dimensione bipolare tale da richiamare un senso di bipartitismo. Del resto l'impressione (si badi bene soltanto un'impressione) è che la differenza tra FdI e PD appaia ridotta rispetto a quanto dichiarato dai sondaggi.
3)E' confermata la difficoltà del Movimento 5 Stelle nelle elezioni locali e regionali: si dovrà verificare quale potrà essere il risultato in una elezione generale a formula proporzionale , non disponendo - tra l'altro - di un richiamo diretto rivolto all'elettorato (l'antipolitica e il reddito di cittadinanza).
4) Il voto all'alleanza Verdi -Sinistra si consolida ponendosi ai limiti della soglia della presenza istituzionale.
5) L'elettorato di Azione non soffre il trasformismo: probabilmente al centro c'è la nostalgia non sopita di rappresentare l'ago della bilancia tra i due poli.
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