Appare sicuramente acuta l'analisi svolta sulle colonne del Manifesto da Micaela Bongi nel merito delle vicende RAI e in particolare a seguito del sit-in organizzato ieri a Viale Mazzini dal PD.
Sarebbe utile riflettere su di un punto: la RAI è sempre stata organizzata (almeno dagli anni'70) sul terreno del consociativismo, sconvolto dall'avvento del governo Renzi sulla base di un dato di spostamento complessivo sull'asse del riferimento politico dalla rappresentanza alla governabilità: governabilità intesa come egemonia.
La spartizione aveva poi ripreso fiato con il vorticoso susseguirsi delle soluzioni di governo e con l'avvento del M5S e ha dovuto fare i conti con la necessità del MoVimento di posizionarsi nel contesto del potere mediatico e della capacità di offrire sponde a nuovi postulanti.
Adesso la situazione è mutata perchè la destra sta sbilanciando sempre di più il governo verso il potere ed ha "fame di insediamento" per sistemare i nuovi arrivati sul terreno della ricerca dell'araba fenice dell'egemonia culturale, scambiandola con l'occupazione del monitor.
Insomma anche in questo caso il punto sta nella concezione generale dell'agire politico e del rapporto tra rappresentanza, governabilità, potere, in un frangente molto attrattivo sul terreno specifico della "democrazia recitativa".
Franco Astengo
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