lunedì 29 gennaio 2024

MEMORIA STORICA FIAT E CLASSE OPERAIA

 

Richiede un immediato richiamo alla memoria storica la notizia della querela avanzata da Maurizio Landini verso Carlo Calenda che accusa la FIOM di "blandizie" verso la direzione di Stellantis per non perdere un presunto favore da parte di "Repubblica".

E' necessario far ritornare alla memoria ciò che ha rappresentato la classe operaia della Fiat nel corso del tempo: quella della FIAT è stata la classe operaia alla quale per prima si è rivolto Gramsci; la classe operaia del biennio rosso; degli scioperi del 1° marzo 1944; dell'insurrezione torinese; della dura repressione degli anni'50 ("Gli anni duri della FIAT" avevano scritto Pugno e Garavini); dei sindacati gialli messi su dal padrone , complici dello spionaggio sugli operai relegati nelle "palazzine -ghetto" (le famose "Officina Stella Rossa"); della sconfitta del 1955 e poi della ripresa con il boom, l'immigrazione dal Sud, l'avvento dell'operaio massa: Piazza Statuto e il "lungo" 68-69 italiano fino ai 35 giorni del 1980, la porta cinque di Mirafiori il comizio di Berlinguer la marcia dei 40.000 il 14 ottobre 1980 e l'accordo che, in sostanza, significava una sconfitta che ha aperto il ciclo dell'egemonia liberista degli anni'80-'90.

Fa davvero male pensare oggi che questa storia possa trascinarsi in un tribunale per una "querelle" su di una presunta connivenza del sindacato con i padroni nel frattempo fuggiti all'estero nel momento in cui la produzione automobilistica italiana rischia di sparire dalla scena internazionale.

Un segnale dei tempi barbari che stiamo vivendo.

Franco Astengo

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