DA "IDEE PER IL MONDO NUOVO" di Franco Astengo
Il numero di Critica Marxista dedicato ai 100 anni dalla nascita di Enrico Berlinguer (2022 marzo - giugno) si apre con un davvero rilevante intervento di Aldo Tortorella dal titolo - appunto - "Idee per un mondo nuovo".
Nel testo si rileva un passaggio " un programma di cui Berlinguer pensava che potesse essere strumento l'austerità intesa come riequilibrio nella distribuzione della ricchezza e come prevalenza dei consumi pubblici (istruzione, sanità, riassetto territoriale,ecc)".
La questione dell'austerità così come quella della "dimensione" dello Stato (evidente nello scontro fermezza/trattativa al momento del rapimento Moro) deve necessariamente rappresentare il fulcro della riflessione su quella fase.
Sorge però un interrogativo: l'avanzamento di quella proposta avvenuta in un convegno degli intellettuali (teatro Eliseo gennaio 1977) resto incagliato nella "questione dei tempi"?
La proposta fu infatti lanciata nel momento di maggior impatto della mediazione politicista seguita al risultato elettorale del giugno '76 (al momento del citato convegno era operante il "governo delle astensioni") ma non fu ripresa almeno nella dimensione che indica Tortorella nel suo intervento, nel momento in cui, finita l'esperienza della solidarietà nazionale (traduzione politica concreta del compromesso storico?) si reclamava una "diversità" comunista (specifica del comunismo italiano) rispetto al sistema dei partiti: una diversità proclamata senza essere accompagnata da una proposta politica diversa da una definizione di generica "alternativa" priva però di adeguati interlocutori politici.
Forse perchè il limite vero del PCI in quel periodo fu rappresentato dall'impossibilità ( o dall'incapacità) di aprire sul serio un dibattito interno sui fondamentali?
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