mercoledì 10 giugno 2026

UN TENTATIVO DI "ANALISI DELLA VIGILIA"

UN TENTATIVO DI "ANALISI DELLA VIGILIA" di Franco Astengo Premessa: Da questa sede può essere lanciato un appello perché si scongiurino da parte delle opposizioni elezioni primarie e si raggiunga invece un accordo precisando bene in campagna elettorale il valore consultivo dell'indicazione del candidato/a. Nella difesa costituzionale che dovrà stare al centro del confronto vanno evidenziati due punti: la fiducia al governo è attribuita dal voto dei 2 rami del Parlamento; la designazione dell'incaricato alla presidenza del Consiglio è prerogativa assoluta e intangibile del Presidente della Repubblica e nessuna concessione deve essere fatto a ipotesi di elezione diretta o suo surrogato; Testo: 1) In questo testo, andando per punti, si svolgerà un tentativo di analisi sulla condizione effettiva del sistema politico italiano in un momento che possiamo considerare di "vigilia" delle elezioni legislative generali che concluderanno la legislatura iniziata nell'autunno 2022. 2) La data delle elezioni è ancora incerta, così come rimane da definire la formula elettorale attraverso la quale i voti saranno tramutati in seggi e di conseguenza andranno a formarsi maggioranza e minoranza/e. Questi elementi fondamentali rendono questa disamina da verificare con le molle, purtuttavia alcuni elementi di tendenza sono emersi e possono essere segnalati. 3) E' terminata una lunga fase di elezioni regionali, comunali inframezzate da due importanti iniziative referendarie: una fase che ha contrassegnato il 2024 e il 2025 fino ai primi mesi di quest'anno. 4) Riepiloghiamo gli antefatti: nei dieci anni precedenti le elezioni politiche 2022 sono avvenuti nel sistema politico italiano fenomeni di grandissima rilevanza: si era spezzato il quadro bipolare affinatosi con la fondazione del PD e del PDL; era emerso con grande forza un soggetto "altro" come il M5S ispirato a principi di carattere populista sull'onda di una idea di democrazia diretta mutuata attraverso il web. 5) Il modificarsi della struttura del sistema nel senso accennato poc'anzi ha portato all'emergere di due tendenze: la velocissima crescita del fenomeno dell'astensione e una altrettanto rapida e forte volatilità elettorale. Tra le elezioni 2013 e quelle 2019 (europee) fino alle politiche 2022 la maggioranza relativa è passata in diverse mani e sempre con una quota di voti via via in diminuzione. 6) Abbandonata la tesi della democrazia diretta a favore della presenza parlamentare il M5S è stato presente, tra il 2018 e il 2022, in ben tre combinazioni di governo assumendone in 2 di queste (sempre con partner diversi: destra, sinistra) la presidenza del consiglio. Si insiste su questo elemento dell'origine del consenso e dei successivi sviluppi fatti registrare dal Movimento perché li si ritiene assolutamente decisivi per i successivi movimenti di fase. Dal M5S ha avuto origine, infatti, l'accelerazione della crescita dell'astensionismo. Astensionismo così riassumibile nei numeri: nelle elezioni 2018 il totale dei voti validi era stato di 32.841.025 , il M5S ne aveva ottenuti 10.732.066 dati relativi alla Camera: Italia (esclusa la Valle d'Aosta); nelle elezioni 2022 il totale dei voti validi è sceso a 28.098.196 (quasi 5 milioni in meno) e il M5S ha avuto 4.335.494 voti (più di 6 milioni di voti in meno). I voti residui del M5S sono stati comunque utili a permettere alla destra di vincere le elezioni e formare il governo. 7) Nel frattempo la quota di voti necessaria per ottenere la maggioranza relativa è calata fino ai 7.301.303 suffragi ottenuti da FdI nelle elezioni del 2022. Un consenso molto ridotto che ha segnato una fragilità complessiva del sistema e che ha impedito a quel partito di svolgere una funzione pivotale all'interno della coalizione di governo: funzione non surrogata completamente dall'emergere della figura della premier e neppure da un'accurata divisione delle spoglie. Naturalmente il quadro internazionale ha contribuito a rendere complesse queste situazioni: è di fatto che FdI ha continuato, elezioni dopo elezioni, a ridurre i propri consensi a partire dall elezioni europee 2023 (confronto sul numero assoluto di voti). 8) Nel frattempo si è registrato un riallineamento del M5S all'interno dello schieramento di opposizione che pure ha potuto contare nel rientro di una parte delle forze centriste, nel caso Italia Viva: si è dato così origine al cosiddetto "Campo Largo" sulla base della cui composizione si sono affrontate buona parte delle successive prove elettorali regionali e locali. 9) Il riallinearsi di M5S e IV ha così determinato un ritorno al profilo bipolare e a una presenza identitaria dei partiti. Nell'occasione dell'ultima tornata delle elezioni amministrative svoltesi in questo giugno 2026 nella maggior parte dei comuni capoluogo all'interno delle coalizioni erano presenti i simboli dei partiti: Fratelli d'Italia in tutti e 18 i comuni capoluogo al voto, Lega 12, Forza Italia 16, PD 15, AVS 13, M5S 11, IV9, questo come esempio. 10) Due tornate referendarie hanno inframezzato le diverse elezioni regionali e amministrative. Nell'occasione del referendum sulla riforma costituzionale della giustizia respinto a grande maggioranza dall'elettorato non si può non ricordare ancora la correlazione tra voto politico e voto referendario: una correlazione che era già insita, infatti, nel metodo seguito per arrivare all'approvazione della riforma. Proposta di riforma costituzionale da parte del governo, nessuna possibilità emendataria da parte del Parlamento. Il modello della "decisionalità" espresso in forma autoritaria. E' stato questo il punto focale che ha consentito l'affermazione del NO e la crescita della partecipazione al voto in particolare a livello giovanile: in sostanza la radicalità del "NO" in difesa della Costituzione. Elemento di radicalità che non si trova nelle consultazioni elettorali regionali e amministrative dal punto di vista progettuale e del personale politico impegnato. 11) Alla fine l'esito di questo lungo e complesso itinerario elettorale svoltosi tra il 2024 e il 2026 ha visto comunque modificarsi il quadro dominato da crescita dell'astensione ed eccesso di volatilità e può essere così riassunto prendendo tutti i dati con le molle, verificate le diversità tra situazione e situazione, fatta la tara di tutte le specificità da considerare a) l'astensione rimane comunque uno dei temi dominanti e il suo contrarsi o allargarsi resta uno dei fattori dirimenti per l'esito delle elezioni di ogni ordine e grado. Da qui la necessità di recuperare tutti i voti possibili anche attraverso la valorizzazione delle presenze identitarie interne alla coalizione ( per il centro-sinistra i 15 milioni di voti espressi per il No nel referendum del 22/23 marzo risulterebbero più che sufficienti per una riaffermazione elettorale nelle prossime politiche). Riuscire nell'impresa però appare arduo soprattutto per il disinteresse dei vertici dei partiti (in particolare PD e M5S) impegnati piuttosto in una contesa interna per la leadership della coalizione stessa. Da questa sede può essere lanciato un appello perché si scongiurino da parte delle opposizioni elezioni primarie e si raggiunga invece un accordo precisando bene in campagna elettorale il valore consultivo dell'indicazione del candidato/a. Nella difesa costituzionale che dovrà stare al centro del confronto vanno evidenziati due punti: la fiducia al governo è attribuita dal voto dei 2 rami del Parlamento; la designazione dell'incaricato alla presidenza del Consiglio è prerogativa assoluta e intangibile del Presidente della Repubblica e nessuna concessione deve essere fatto a ipotesi di elezione diretta o suo surrogato; b) il definirsi del profilo bipolare ha portato a un sostanziale equilibrio tra i due poli con variazioni, da turno a turno, molto ridotte. Un dato che dovrebbe orientare le forze politiche a prestare attenzione alla dinamica descritta poc'anzi. Ciò che rimane fuori appare assolutamente marginale ma potrebbe trattarsi di una marginalità di grande importanza. Ci sembrano questi i punti di partenza da valutare verso la grande volata in vista delle elezioni legislative generali (prestando grande attenzione alla formula che sarà adottata tra soglia e entità del premio di maggioranza, indicazione del candidato/a, liste bloccate).

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