Per porre le basi della costruzione di una nuova soggettività dei comunisti e della sinistra d'alternativa, fondata sui tre elementi che continuiamo a ritenere fondativi di questo progetto: autonomia teorica e d'iniziativa, alternativa di società in termini anti-capitalistici e opposizione allo stato di cose presenti.
martedì 28 aprile 2026
"IL ROSSO NON E' IL NERO" E LA FASE POLITICA: COSTRUIRE DALLE FONDAMENTA
"IL ROSSO NON E' IL NERO" E LA FASE POLITICA: COSTRUIRE DALLE FONDAMENTA di Franco Astengo
"Costruire dalla fondamenta" e non limitarsi alla concorrenza per la leadership: questo il chiaro messaggio emerso dalla assemblea (svoltasi online) convocata dall'associazione savonese "Il Rosso non è il Nero" cui hanno partecipato diversi esponenti politici e di associazioni culturali della Liguria.
Introdotti da Gabriella Branca (assessore al Comune di Savona) i due relatori: Corrado Fumagalli (docente di filosofia politica all'Università di Genova) e Vincenzo Vita (presidente dell'AAMOD e già presidente dell'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra) hanno fornito un chiaro indirizzo sui temi in discussione riguardanti la fase politica che dal post-esito del referendum del 22/23 marzo scorso ci condurrà alle elezioni politiche del 2027.
Nel corso del dibattito sono intervenuti: Jan Casella (consigliere regionale di AVS) Antonio Ferro (psichiatra) Daniela Pongiglione ("Noi per Savona"), Maria Pia Bozzo (Circolo Aldo Moro di Genova) Luigi Fasce (Circolo Calogero-Capitini Genova) Andrea Pasa (segretario della Camera del Lavoro di Savona) Walter Surano (segretario provinciale del PRC), Marco Ravera (consigliere comunale "Sinistra Per Savona") Carla Nattero (segretaria regionale di Sinistra Italiana) Alberto Delfino (segreteria provinciale di Sinistra Italiana) Luigi Lanza (consigliere comunale Sinistra per Savona) Angelica Lubrano (presidentessa UDI Savona) Franco Astengo ("Il rosso non è il nero" in precedenza alle repliche dei relatori.
Evidenti ragioni di economia del discorso ci impediscono di entrare nel dettaglio delle relazioni e nella ricchezza di pensiero espressa nel corso dei diversi interventi sia rispetto al quadro generale, sia rispetto a punti specifici affrontati con grande cura e capacità propositiva da parte degli intervenuti.
In questa sede ci limitiamo dunque all'indicazione dei punti di fondo sui quali il dibattito ha mostrato particolare sensibilità e tensione unitaria:
1) La centralità del tema costituzionale come punto di riferimento di qualsiasi possibile progettualità alternativa posta sul piano della prospettiva di governo;
2) La necessità di sviluppare il concetto di una visione progressista che intenda la democrazia come "fattore sociale";
3) Il sorgere di una evidente visione di costruire il progetto partendo dal coinvolgimento sociale più vasto possibile, comprendendo che non potremo avere un programma perfetto nei dettagli ma lavorando perché si arrivi ad un riconoscimento largo di alcuni valori e principi fondativi sui quali costruire una visione alternativa di società . Visione alternativa di società da connettere ai contenuti concreti legati alla vita di tutti i giorni dei settori sociali maggiormente penalizzati dalle guerre, dalla crisi economica, delle difficoltà del welfare, dalla ferocia capitalistica.
4) L'acutezza delle contraddizioni economiche, politiche, sociali in atto (pensiamo al tema della guerra, delle migrazioni, della crescita delle diseguaglianze) anche a livello internazionale ci impongono il massimo della nettezza sulle opzioni da perseguire sia sul piano dello schieramento sia su quello dell'espressione di progettualità.
Su queste basi va aperta una grande campagna di ascolto e di coinvolgimento evitando divisioni personalistiche di vertice e arrivando fin dai prossimi mesi a una intesa tra le forze politiche e quelle sociali e culturali perché si giunga a formare una salda coalizione alternativa a questa destra sempre più orrenda.
Questo sarà dunque l'impegno per l'immediato futuro.
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