COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE:
LA DIMENSIONE EUROPEA di Franco Astengo
Un forte richiamo alla dimensione europea della democrazia costituzionale: è stato questo il messaggio lanciato dal convegno organizzato venerdì 15 marzo dal Coordinamento di Savona, cui ha partecipato come relatore il professor, avvocato Enzo Roppo.
Introdotto da Maria Gabriella Branca presidente regionale del Coordinamento e dopo il saluto rivolto ai presenti dal sindaco Marco Russo il professor Roppo ha svolto una vera e propria "lectio magistralis" prendendo le mosse dagli articoli fondamentali della Costituzione Italiana e svolgendo un lavoro di comparazione fra la prospettiva di pericolose deformazioni di cui si sta discutendo rispetto alla nostra Carta Fondamentale e il parallelo indebolimento dell'Unione Europea, specificatamente sul piano istituzionale.
Denunciato il ritorno alle pulsioni nazionali che stanno causando disordine, instabilità e confusione, nello sviluppo della sua relazione Roppo si è soffermato sui fenomeni del sovranismo e del populismo: giudicandoli entrambi diagnosi sbagliate e - di conseguenza - origine di terapie altrettanto sbagliate.
Il sovranismo determina fattori di avversione all'idea europea mentre il populismo pretende di indicare soluzioni semplici a tematiche particolarmente complesse, in particolare in questa fase di crisi della globalizzazione e del multilateralismo.
La via indicata per affrontare positivamente questo stato di cose è quella del "più Europa": al limite della riforma dei trattati in senso federale.
Le prossime elezioni europee dovrebbero vedere in campo due schieramenti: quello europeista e quello sovranista.
Il quadro politico però appare molto più complesso e il tema della formazione della maggioranza nel Parlamento di Strasburgo appare misurato sulla difficoltà del riconfermarsi dell'attuale maggioranza PPE/PSE con il rischio di uno spostamento a destra che avverrebbe - appunto - in chiave anti-europeista.
Eppure dall'Europa sono arrivati segnali positivi: sia sul terreno dello stato di diritto (pensiamo alla direttiva sull'AI) sia della solidarietà come nel caso della lotta al COVID, e del superamento del "tabù" del debito comune come è avvenuto con il Next generation youth: diversa la situazione al riguardo della guerra in Ucraina, al riguardo della quale il dibattito si è misurato con il tema della difesa comune europea.
Molti i temi che dovranno essere affrontati con la necessaria problematicità di giudizio, non dando nulla per scontato.
Emergono pericoli all'interno dell'Unione a 27 con minacce sistemiche allo stato di diritto come nei casi polacco e ungherese.
A questo proposito è stato sollevato il tema dell'Europa "a 2 velocità": con le riforme di tipo federale che potrebbero essere portate avanti da un nucleo centrale formato dagli antichi Paesi Fondatori, un ulteriore oggetto di una discussione che ha bisogno di essere portata avanti a approfondita.
Nel corso dell'incontro si è trovato anche lo spazio per discutere del "caso italiano" e in particolare del tema della legge elettorale e dei pericoli che sta correndo il concetto stesso di rappresentanza politica in un contesto nel quale paiono prevalere le istanze maggioritarie e di personalizzazione raccolte attorno a una proposta di accentramento monocratico delle funzioni di potere.
In conclusione si può affermare come il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale di Savona è uscito fortemente rafforzato da questa iniziativa che dovrà essere proseguita sia sul piano della qualità del dibattito sia su quello della capacità aggregativa in vista di scadenze molto complicate che ci aspettano nell'immediato futuro per affermare le ragioni della democrazia repubblicana e della dimensione sovranazionale, in particolare di quella europea.
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