venerdì 3 novembre 2023

RIGASSIFICATORE E SCAMBIO POLITICO

 

RIGASSIFICATORE E SCAMBIO POLITICO di Franco Astengo


Il quotidiano "Domani" nel suo numero odierno (3 novembre) dedica un'intera pagina alla questione dello spostamento della nave - rigassificatore da Piombino a Vado Ligure.

L'articolo merita di essere ripreso perchè nel testo si antepone (giustamente) il tema politico a quello squisitamente tecnico.

La vicenda, infatti, è di tipo squisitamente politico e merita di essere riflettuta in questo senso. Va tenuto ben conto che stiamo entrando nella fase finale della legislatura regionale e che sarà necessario attrezzare al meglio il (necessario) schieramento democratico - progressista per l'appuntamento del 2025 allorquando dovrà svilupparsi il massimo dell'impegno per impedire alla destra di continuare a governare la nostra Regione.

Infatti l'analisi della vicenda legata al rigassificatore fa emergere un punto di estrema gravità: quello dello scambio politico tra il governo centrale e la Regione Liguria.

Il governo centrale ha infatti necessità, per mere ragioni elettorali e di equilibrio interno al partito di maggioranza relativa, di effettuare questo spostamento della già richiamata nave-rigassificatore da Piombino ed il Presidente della Giunta Regionale (impropriamente definito dai media come "Governatore") ha aderito allo scopo di inserirsi nel gioco politico nazionale dopo che la lista da lui patrocinata aveva clamorosamente fallito il "quorum" alle elezioni politiche fermandosi allo 0,9%.

Tutto questo fin qui è noto ma va messo in evidenza un dato: quello di uno scambio politico che calpesta quell'autonomia regionale che rappresenta una bandiera della Lega che è ben presente nella giunta regionale (ed anche nel governo centrale con rappresentanza proprio sul terreno delicato dello sviluppo economico: tema impropriamente declinato al riguardo del rapporto energia/rigassificatore).

Un discorso di recupero dell'autonomia regionale così brutalmente violata dall'intesa tra Governo e Regione deve rappresentare elemento fondativo del discorso di opposizione/alternativa che è indispensabile proporre da subito intrecciando la mobilitazione della società civile, il formarsi di gruppi di sostegno (comitati e quant'altro) a questa mobilitazione e l'iniziativa delle forze politiche.

In precedenza alla consultazione regionale avremo, nella prossima primavera 2024, il turno elettorale europeo e una robusta dose di consultazioni amministrative (andando al voto anche il Comune di Vado Ligure, sede di un'altra storia di scambio/politico e di favori personali egualmente denunciato dall'articolo di "Domani" cui si fa cenno).

Abbiamo già proposto - e ribadiamo anche in questa sede - che i soggetti che si propongono di preparare l'alternativa in sede regionale si propongano già di operare in un'ottica di costruzione coalizionale fin dal turno amministrativo (anche se le caratteristiche delle elezioni comunali risultano ovviamente affatto diverse da quelle regionali, richiedendo margini di specificità nell'impostazione da località a località).

Si può però già pensare, infatti, ad elaborare una "griglia interpretativa" comune su alcuni punti che potrebbero già essere presenti nella progettualità delle diverse forze politiche in modo da fornire la base per quella connessione di alleanza cui si faceva cenno in prospettiva: al centro proprio il tema dell'autonomia regionale da sottrarre allo "scambio politico" e alcuni temi da affrontare in maniera dirimente primo fra tutti quello del rapporto pubblico/privato nella sanità e i temi della relazione ambiente/sviluppo economico e infrastrutturale di cui la vicenda del rigassificatore è sicuramente parte integrante.

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