COMUNISTI di Franco Astengo
"Il segretario da tempo ha posizionato il Pc all'estrema destra dell'estrema sinistra. E dal capoluogo lombardo si accusa: "Le organizzazioni con le quali ci si chiede di lavorare sono ideologicamente distanti da una lettura di classe dello scontro sociale"
La notizia riguarda il Partito Comunista così incautamente denominato dal fondatore Marco Rizzo il cui simbolo è stato presentato, giocando sull'immagine evocativa di un qualche equivoco sentimentale, alle elezioni politiche del 2108 raccogliendo 166.816 voti validi pari allo 0,33%.
Il tutto potrebbe sembrare insignificante ai fini della dinamica complessiva in corso nel sistema politico ma ha un suo significato non banale quando si pensa che, strumentalmente, si denomina un soggetto politico "Partito Comunista" (dizione che in Italia dovrebbe presentare un preciso riferimento teorico e storico) per portare avanti una spericolata operazione di tipo nazionalista - populista che, in modo frettoloso, è stata definita anche come rosso-bruna.
E' il caso allora di ricordare che fatti del genere possono avvenire perché non è stata sufficientemente difesa la storia della presenza dei comunisti in Italia e non viene rimarcata adesso la necessità che l'indispensabile costruzione di una nuova sinistra sia posta all'altezza delle contraddizioni epocali corrente ma richiamandosi anche (e non soltanto) all'identità derivante da quello che è stato definito "genoma Gramsci":Gramsci, infatti, rifonda l’autonomia del marxismo basandone le coordinate di fondo su di una “filosofia della prassi” divenuta sinonimo di produzione di soggettività politica, di critica della concezione del mondo della classe dominante ed elaborazione di un’ideologia congrua alle condizioni di vita dei gruppi sociali subalterni.
Abbiamo ceduto proprio sul punto nodale della capacità di critica alla concezione del mondo della classe dominante che, nel frattempo ha allargato la propria capacità di egemonia misurandosi con i punti di transizione oggettivamente richiesti dallo sviluppo della società moderna con le sue enormi contraddizioni.
Anche nel movimento socialista si sono verificati gli stessi elementi di debolezza sul piano teorico, morale, politico: un confronto sarebbe necessario in un lavoro di comparazione dei punti più alti raggiunti dalle rispettive elaborazioni senza omettere l'analisi delle contraddizioni che ne hanno contraddistinto la storia.
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